CHE COS’E’ L’ARTERIOSCLEROSI

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CHE COS’E’ L’ARTERIOSCLEROSI

Arteriosclerosi è un termine generico che indica diverse malattie che hanno in comune un ispessimento ed una perdita di elasticità della parete delle arterie. La malattia più comune ed importante è l’aterosclerosi. L’aterosclerosi coinvolge arterie medio-grandi ed è caratterizzata da un ispessimento diffuso ma irregolare della parete vascolare che si estrinseca nel lume porno determinando placche, e nei casi più severi, ostruzione. Le placche aterosclerotiche sono composte da un accumulo di sostanze grasse, cellule e da una componente calcifica diffusa o localizzata, che tende progressivamente ad aumentare nel tempo. Sono state proposte due ipotesi principali per spiegare l’evoluzione del processo aterosclerotico.
La prima ipotesi è quella dell’accumulo cronico di grassi nella parete arteriosa. La seconda ipotesi prevede un danno iniziale della parete vascolare su cui, secondariamente, si vanno ad accumulare cellule e sostanze grasse. Probabilmente le due ipotesi sono strettamente collegate.

IL PROBLEMA ARTERIOSCLEROSI
L’arteriosclerosi è la causa principale di numerose importanti malattie del sistema cardiovascolare, come l’infarto, l’angina, l’ictus cerebrale, e costituisce la principale causa di morte nei paesi sviluppati. Gran parte degli studi relativi alla prevalenza ed alla evoluzione dell’arteriosclerosi sono stati effettuati in altre nazioni come gli Stati Uniti, la Finlandia, la Gran Bretagna. I dati ricavati da questi studi non possono essere applicati direttamente anche alla nostra popolazione. che ha delle abitudini di vita molto diverse.

MALATTIE DELLE ARTERIE
Le arterie sono normalmente lisce ed elastiche, ma con il tempo ed a causa di malattie esse diventano più spesse, più dure e meno elastiche. “L’indurimento delle arterie”, conosciuto come arteriosclerosi, si può manifestare in numerose forme, la più comune delle quali è denominata aterosclerosi. L’aterosclerosi è un processo graduale, nel quale i grassi (come il colesterolo) e il calcio, si accumulano nell’interno dell’arteria in via del tutto simile alla ruggine in un tubo. Questi accumuli (placche) restringono le arterie riducendo il flusso del sangue. Il restringimento è chiamato stenosi. Le piastrine, piccole componenti del sangue, possono aderire alla parete arteriosa o alla placca, formando un grumo di sangue denominato trombo. Un pezzetto di trombo può staccarsi e viaggiare verso un vaso più piccolo fermandosi lì e bloccando tutto il flusso sanguigno oltre quel punto. Questo fenomeno improvviso e spesso drammatico è definito embolia.

STUDIO NON INVASIVO DELLA PARETE ARTERIOSA

STUDIO NON INVASIVO DELLA PARETE ARTERIOSA
Lo studio non-invasivo della parete arteriosa con ultrasuoni è oggi una metodica riconosciuta per evidenziare le alterazioni arteriosclerotiche precoci. È infatti possibile valutare la presenza di lesioni iniziali molti anni prima che queste, ingrandendosi, causino sintomi come angina, infarto, ictus o claudicatio intermittens (cioè difficoltà a camminare) a livello delle gambe. La metodica consiste in una ecografia ad alta risoluzione (vedi anche Biopsia Ultrasonica) della parete delle arterie. Le immagini così ottenute dalle 4 arterie esaminate (le due carotidi e le due femorali) vengono elaborate e classificate in base alla morfologia della parete. Questo permette di ricavare dei dati che indicano: a) se il soggetto esaminato abbia lesioni della parete arteriosa compatibili con l’età; b) la presenza di lesioni arterosclerotiche iniziali; c) la possibilità di discriminare le persone a rischio di sviluppare eventi cardiovascolari futuri (4-5 anni).

FATTORI DI RISCHIO PER L’ATEROSCLEROSI E PREVENZIONE

FATTORI DI RISCHIO CARDIOVASCOLARE

I FARMACI
Non esistono farmaci che possono curare l’aterosclerosi, ma esistono medicine che possono rallentarne l’evoluzione, riducendo i fattori di rischio, e farmaci che si usano per alleviare i sintomi, i farmaci antiaggreganti prevengono la formazione di trombi da parte delle piastrine. I farmaci anticoagulanti prevengono la formazione di coaguli nel sangue ed evitano la propagazione di trombi già formati. I vasodilatatori riducono le resistenze periferiche, aumentando il flusso. I farmaci trombolitici sciolgono i coaguli formatisi all’interno del vaso. Vengono usati in casi selezionati e solo in ambiente ospedaliero. Nella profilassi dei fattori di rischio i farmaci più usati sono gli ipolipemizzanti, che riducono i “grassi” nel sangue, e gli antiipertensivi. Va comunque tenuto presente che prima della somministrazione di farmaci è necessario adottare alcune buone regole di vita quotidiana: non fumare, fare attività fisica, seguire una dieta ben equilibrata.

LA BIOPSIA ULTRASONICA
Le 6 classi della biopsia ultrasonica: dall’arteria normale (1) all’arteria con una placca che determina stenosi, riduzione del flusso e sintomi evidenti (classe VI). Le lesioni iniziali dovute all’arteriosclerosi sono evidenti anche in classe II (alterazioni dell’intima).

CLASSE I: i tre strati della arteria sono chiaramente visibili (soggetti normali);
CLASSE II: si hanno lesioni iniziali a carico della tunica più superficiale (intima) della parete arteriosa;
CLASSE III: iniziale formazione di lesioni anche nella parte più interna della parete. Le alterazioni delle Classi II-III sono completamente reversibili;
CLASSE IV: presenza di una piccola placca che non altera il flusso di sangue;
CLASSE V: presenza di una placca che altera il flusso del sangue (stenosi);
CLASSE VI: presenza di placca complessa, evoluta, che si associa a stenosi, a volte con ulcerazione, che provoca sintomi (embolie, trombosi, etc.).

L’incidenza di alterazioni coronariche, anche silenti, e la possibile incidenza di eventi cardiovascolari a medio termine aumenta progressivamente (è nulla in Classe I mentre in Classe V, ad esempio, la possibilità di avere una coronaropatia è del 33%, quella di avere un ictus cerebrale nei successivi 5 anni è superiore al 40%, mentre quella di avere un infarto è superiore al 34%).

LO STUDIO “S. VALENTINO”

STUDIO DELLA PREVALENZA E DELL’EVOLUZIONE DELL’ARTERIOSCLEROSI SUBCLINICA E DELLE MALATTIE VASCOLARI IN ITALIA CENTRALE

Come già accennato gran parte degli studi relativi alla prevalenza ed alla evoluzione dell’arteriosclerosi sono stati effettuati in altre nazioni. I dati ricavati da questi studi non possono essere applicati direttamente anche alla nostra popolazione, che ha delle abitudini di vita molto diverse.

L’OBIETTIVO DEL PROGETTO SAN VALENTINO
Il nostro obiettivo principale è quello di valutare la prevalenza nella nostra popolazione dell’arteriosclerosi, in particolare in fase precoce, prima che abbia determinato dei sintomi. È nostra intenzione seguire la popolazione per almeno 10 anni. In questo modo sarà possibile selezionare un gruppo di persone da considerare “a rischio”, gruppo sul quale dovrà essere valutata la possibilità di “fare qualcosa” per bloccare o rallentare l’evoluzione della malattia. La visita, che verrà ripetuta ogni uno/due anni circa, comporterà la effettuazione di esami assolutamente non invasivi, ovvero che non procurano alcun fastidio e nessuna conseguenza ai soggetti esaminati (ad esempio una ecografia speciale delle arterie più importanti).

PERCHE’ SAN VALENTINO
La scelta di San Valentino come sede di questo progetto di ricerca è dovuta alla sua posizione geografica ed al fatto che è un paese di circa 2000 abitanti con una popolazione abbastanza omogenea, in gran parte di origine locale e scarsa immigrazione.

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