Bioetica: un’occasione per molti. Anzi per tutti

Vi è oggi un grande rischio: provare soggezione di fronte alla bioetica. Credere che sia una faccenda per esperti, che riguardi teologi, filosofi, biologi, giuristi. In questa idea c’è una parte di verità: questa materia richiede voglia di approfondire, studiare, aggiornarsi; gli esperti sono necessari. Ma non sono sufficienti. Non c’è problema bioetico del quale ognuno di noi possa dire: non mi riguarda. Del resto, possiamo scegliere di non interessarci affatto di bioetica: ma stiamo pur certi che, un giorno, la bioetica si interesserà di noi, bussando alla porta della nostra casa con qualche domanda inquietante, difficile, che coinvolgerà tutta la nostra emotività mettendo a dura prova le nostre stesse capacità di ragionamento. L’unica scelta davvero saggia è quella di affrontare con serenità questi interrogativi, ora, subito, facendo affidamento sulla prima, grande caratteristica che qualifica la natura dell’uomo: il desiderio di scoprire sempre, attraverso l’uso della propria ragione, la verità delle cose.

L’altro grande pericolo rispetto a questa materia è che la sua indubbia complessità possa indurre a pensare che nessuna verità sia raggiungibile. Eppure noi sappiamo che non esiste uomo che non sia in grado di crearsi una serie di convinzioni morali di fronte ai problemi bioetici. L’esperto ci dirà che cos’è la fecondazione artificiale, quando inizia la vita umana, che cos’è la clonazione. Ma noi, sulla base di corrette informazioni, siamo in grado di capire e di scegliere, di conoscere e di educare, di pensare e di esprimerci secondo la nostra identità, l’insieme di valori che ci sono cari, e per i quali siamo disposti a metterci in gioco.

Anche per le famiglie la bioetica rappresenta un’occasione irripetibile per parlare con i figli di cose grandi, per affrontare con loro i temi cruciali dell’esistenza: il nascere e il morire, l’amore e la sofferenza. I mezzi di comunicazione forniscono in tal senso numerosi spunti di riflessione, ma spesso in maniera incompleta, inesatta o faziosa. La scuola italiana è chiamata ad attrezzarsi in maniera adeguata - attraverso iniziative di vario livello - per fornire il suo contributo su questo terreno, come dimostra anche il Protocollo sottoscritto il 5 ottobre 1999 dal Ministro della Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer e dal Presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica Giovanni Berlinguer.

Per tutte queste ragioni diventa oggi sempre più urgente entrare nel mondo della bioetica, conoscerne il linguaggio e scoprirne, poco alla volta, il vocabolario.. Questo portale può aiutarvi proprio in questa ricerca, fornendovi, ad esempio, alcune nozioni elementari della materia, riflettendo sulle principali correnti di pensiero bioetico, approfondendo alcuni problemi di attualità, analizzando le ricadute giuridiche e sociali del dibattito bioetico.

[Prof. Mario Palmaro

Istituto di filosofia del diritto Università degli Studi di Milano]