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«Troppi due gemelli, abortisci». Madre in affitto
si ribella San Francisco, la coppia che ha «noleggiato» l' utero vuole un
figlio solo e chiede di sacrificarne uno. «Non lo farò mai» De Carolis Paola Helen Beasley, 26 anni, all' inizio aveva accettato
di partorire non più di un bambino. Il compenso: 45 milioni di lire. Ora
deciderà il tribunale «Troppi due gemelli, abortisci». Madre in affitto si
ribella San Francisco, la coppia che ha «noleggiat o» l' utero vuole un figlio
solo e chiede di sacrificarne uno. «Non lo farò mai» LONDRA - Volevano un
figlio, uno solo, e quando hanno scoperto di aspettarne due hanno chiesto di
abortirne uno. Fino a qui quella di Charles Wheeler e Martha Berman, di San
Francisco, entrambi avvocati, per quanto difficile, potrebbe sembrare una
storia qualunque: e invece non lo è, perché i due piccoli in questione stanno
crescendo nell' utero di una donna inglese, una madre surrogata che con l'
aborto - soprattut to ora che è alla tredicesima settimana di gravidanza - non
vuole avere niente a che fare. Eppure la scelta non è sua. Sulle creature che
porta in grembo, agli occhi della legge, non ha alcun diritto. Sarà un
tribunale californiano, la San Diego Coun ty Superior Court, a decidere ora del
destino dei due bambini, ma il caso ha suscitato clamore in tutto il
mondo anglosassone, dove l' uso a pagamento di terzi per avere figli è ormai
una procedura diffusa. È la vicenda sta gettando luce anche sui meandri etici e
legali nei quali si può infilare una tecnica che scientificamente funziona, ma
che a livello personale provoca spesso situazioni di estrema tensione. La
«mamma» che non vuole abortire è Helen Beasley, inglese, 26 anni, di profess
ione segretaria. È lei ad avere il pancione ed è lei a sentirsi «vicina e
affezionata» ai gemelli. Eppure per la legge statunitense non è la madre dei
due bambini, concepiti «in vitro» con gli spermatozoi di Charles Wheeler e gli
ovuli di una donatri ce. E forse non riuscirà a salvarli. Con i coniugi di San
Francisco ha infatti firmato un contratto con il quale, per la cifra di 14 mila
sterline, circa 45 milioni di lire, si impegnava a partorire un bambino e ad
abortire i feti in più. Ora però ha cambiato idea, anche perché, afferma,
abortire dopo poche settimane è una cosa, dopo 13 è un' altra. «È impossibile -
sottolinea - non provare un po' d' amore per due creature che ti crescono
dentro. Non posso ucciderne una. Eppure tenerli non è un mio diritto. Cosa sarà
di loro quando e se nasceranno?». Sulla carta Helen, che ha già un figlio di
nove anni, ha poche possibilità di spuntarla. L' avvocato Theresa Erickson
spera di convincere il giudice con la tesi che un aborto a uno stadio di gr
avidanza gemellare avanzato può essere pericoloso per la sua cliente. «Quando
era stato firmato il contratto - ha detto - era stato verbalmente deciso che un
aborto, se necessario, sarebbe avvenuto prima della dodicesima settimana. È
dall' ottava set timana che i Wheeler sanno dei gemelli. Hanno deciso di
abortirne uno troppo tardi». Helen, nel frattempo, ha deciso di trasferirsi
dalle Midlands inglesi a San Diego per seguire più da vicino la situazione. La
sua speranza è di riuscire a partorire e dare i due bambini in adozione.
«Vorrei tanto trovare un' altra coppia - ha detto - disposta a prenderli, a
tenerli per tutta la vita e ad amarli entrambi». Geneticamente, però, i piccoli
appartengono ai Wheeler. Sconvolta dalla vicenda, Helen Beas ley ha detto che
non si presterà mai più a un procedura simile. «L' ho fatto perché volevo
aiutare due persone ad avere figli. E i Wheeler mi sembravano persone perbene.
Li ho conosciuti attraverso Internet. Per varie settimane abbiamo comunicato
att raverso la posta elettronica. Mi hanno detto che per sei anni avevano
provato ad avere figli senza successo. Hanno scelto loro la clinica dove
effettuare l' inseminazione, hanno scelto loro la donatrice di ovuli. Adesso ho
capito che la loro voglia d i diventare genitori non era poi così forte. Quando
ho detto che non volevo abortire hanno tagliato tutti i ponti. Non sono più
riuscita a contattarli. Hanno voltato le spalle ai loro bambini». Paola De
Carolis IL CASO LA GRAVIDANZA Charles Wheeler e Martha Berman, avvocati di San
Francisco, si rivolgono a una donna inglese di 26 anni, Helen Beasley, perché
porti per loro a termine una gravidanza: il marito dà il seme, l' ovulo
fecondato e poi impiantato è di una donatrice scelta dalla coppia L' ABORTO
Quando la coppia scopre che Helen aspetta i gemelli, le chiedono di abortire:
la donna, dopo 13 settimane di gravidanza, rifiuta: deciderà il tribunale di
San Diego |