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SALUBRITÀ DELL'ACQUA
COME FATTORE DI SVILUPPO E COESIONE SOCIALE Sia l'uomo che tutti gli esseri viventi interagiscono in
un ambiente fisico definito ecosistema. I complessi rapporti
che legano il sistema e gli organismi viventi possono essere ricondotti, da un
punto di vista fisico, a flussi di energia. Gli ecosistemi, come del resto i
singoli individui o l'insieme degli stessi (popolazioni), possiedono meccanismi
di autoregolazione naturale che consentono loro di
controbilanciare, entro certi limiti, cambiamenti e stimoli negativi o positivi
che compromettono il loro equilibrio naturale. Quando le popolazioni
interagenti sono di natura umana, gli equilibri naturali di cui si tratta
vengono ad essere influenzati da quell'ambiente
sociale e culturale che viene chiamato ambiente
immateriale. In questo contesto l'acqua si
pone come fattore fondamentale di equilibrio ed elemento essenziale di vita; la
testimonianza antropologica di tale fatto è data dall'osservazione che tutte le
grandi civiltà sono sorte vicino a sorgenti idriche o lungo il corso di fiumi. La non disponibilità di acqua non
è compatibile con la vita socialmente organizzata; la gestione democratica di
una risorsa di tale portata è dunque un elemento di primaria importanza per la
convivenza civile e, in termini estremi, per la sopravvivenza della nostra
civiltà. Una cattiva gestione delle risorse idriche può portare
alla rottura, spesse volte irreversibile, di equilibri
biologici ed alterazioni della situazione naturale ambientale. Abitualmente dette alterazioni ambientali provocano la possibilità di
danni per l'essere umano, vale a dire rischi di carattere infettivo, tossico ed
ambientale. I rischi di carattere infettivo sono rappresentati da
agenti patogeni (microrganismi) veicolati dall'ingestione di acqua;
in modo analogo innumerevoli sostanze tossiche e nocive possono raggiungere
l'uomo ed essere introdotte nel suo organismo. Oltre questi eventuali effetti dannosi alla salute viene riconosciuto il malessere che si accompagna alla
visione di degrado dell'ambiente naturale (presenza di schiume nell'acqua,
scomparsa della vegetazione, ecc.). L'essere umano dovrebbe godere di
un ambiente confortevole, esteticamente gradevole, psicologicamente riposante
che conduca ad un vero miglioramento della qualità della vita. Anche se quest'ultimo termine non
appare perfettamente precisabile, certamente è di comune comprensione, avendo
ognuno provato la meravigliosa sensazione di benessere di fronte allo
spettacolo di una natura integra, che si manifesta in tutto il suo splendore. CICLO DELL'ACQUA L'acqua in natura si può trovare nei tre
stati fisici, e cioè gassoso (vapore acqueo), liquido e solido
(ghiaccio, neve, grandine), e segue un continuo ciclo di trasformazione. Giunta al suolo l'acqua defluisce sia superficialmente,
sia in profondità (acque sotterranee). L'acqua in superficie, sotto l'azione
della temperatura forma del vapore che si condensa in nuvole generando le
precipitazioni atmosferiche; questa
ultime chiudono il ciclo atmosferico dell'acqua. Dal
punto di vista dell'igiene, ai fini dell'approvvigionamento di
acque sicure, hanno molta importanza le acque che si approfondiscono nel
terreno. C'è a questo proposito da affermare che le acque telluriche seguono anche esse un ciclo caratterizzato dalla formazione di
diverse falde (superficiali e profonde) e di punti di risorgenza.
Le qualità delle acque, superficiali e profonde, differiscono profondamente per
composizione chimica e caratteristiche biologiche in
relazione al ciclo compiuto. Di fatto, se limitiamo l'osservazione alle acque destinate
al consumo umano, si possono avere le seguenti situazioni: Acque superficiali: fiume, lago, falda freatica (pozzo) Acque profonde: sorgente, falda profonda (pozzo) L'approvvigionamento idrico è costituito da una
successione di fasi: la captazione, l'adduzione e la distribuzione dell'acqua,
tanto più complesse quanto più elevata è la portata idrica ed il numero di utenti da servire. QUALITA' DELLE ACQUE La composizione chimica, fisica e biologica delle acque ne
determina la qualità, intesa come idoneità ad essere utilizzata per fini
specifici. Il più importante di questi fini è
ovviamente l'uso alimentare (acqua potabile), ma occorre anche precisare l'uso
balneare, l'uso irriguo, l'idoneità alla vita ittica, la possibilità di essere
sottoposta a trattamento di potabilizzazione. Ai fini di definire la qualità delle acque, a seconda dell'uso, si è ritenuto utile formulare degli
standard delle valutazioni organolettiche, fisiche, chimiche e biologiche che
permettono di rendere omogenee le valutazioni di qualità a livello sia
nazionale che internazionale. È possibile tramite le valutazioni
indicate mettere in evidenza quei rischi di
contaminazione organica e/o tossica che possono recare enormi danni alle
popolazioni servite. Il perpetuarsi di una stato di trasmissività diffusa di natura fecale-orale,
con ampia diffusione di malattie infettive e parassitarie che costituisce, di
fatto, una condanna al sottosviluppo fisico e sociale delle popolazioni
colpite. La presenza di composti di natura chimica che, in rapporto alla loro
concentrazione, possono provocare diversi effetti dannosi: i nitrati possono
causare metaemoglobinemia infantile; il fluoro, noto
fattore protettivo per la carie dentale, in concentrazioni eccessive, può
provocare fluorosi dei denti e delle ossa; azione
tossica di accumulo (piombo, arsenico, selenio,
argento, mercurio, antiparassitari) o cancerogena (idrocarburi policiclici aromatici, cromo e selenio) può essere
attribuita a numerosi contaminanti. POTABILIZZAZIONE La potabilizzazione dell'acqua
ha lo scopo di correggere i caratteri organolettici, fisici, chimici e
microbiologici della medesima, attraverso diversi sistemi di trattamento. La correzione dei caratteri organolettici e fisici
consiste nella eliminazione di sapori ed odori
sgradevoli, colorazioni e torbidità. La correzione dei caratteri chimici può essere rivolta
all'addolcimento dell'acqua (riduzione della concentrazione salina) con metodi
anche estremi fino alla dissalazione di acque marine;
al contrario può essere necessario arricchire di sali alcalino-terrosi
acque troppo dolci. La correzione dei caratteri microbiologici (depurazione)
ha lo scopo di eliminare dall'acqua microrganismi patogeni eventualmente
presenti; può essere attuata tramite filtrazione, trattamento con calore e
raggi ultravioletti, disinfezione mediante cloro attivo ed ozono. Il trattamento delle acque superficiali da destinare ad
uso potabile si basa sull'utilizzazione di differenti
metodi che tengono conto del grado di contaminazione iniziale della fonte; una
corretta potabilizzazione può richiedere trattamenti
combinati, così come singoli trattamenti possono correggere diversi caratteri
dell'acqua. La clorazione delle acque, il metodo di potabilizzazione più diffuso nel mondo, viene
ottenuta con cloro gassoso, con ipocloriti di sodio e calcio o con altri
prodotti capaci di liberare cloro attivo; tale disinfettante esplica un'azione
ossidante sui microrganismi patogeni e sulle sostanze organiche presenti. APPROVVIGIONAMENTO DI
ACQUE SICURE E SANITA'AMBIENTALE Provvedere ad un approvvigionamento idrico e garantire un
ambiente “salubre” vuol dire: assicurare la continua disponibilità di
sufficienti quantità di acqua di qualità controllata;
impostare, in una cornice istituzionale adeguata, un sistema di gestione che
possa valutare i costi, garantire le tecnologie appropriate, favorire lo
sviluppo ed il mantenimento di strutture e di attrezzature. Nei paesi in via di sviluppo, un sistema di gestione globale è poco sviluppato; questo provoca la continua
interruzione dell’approvvigionamento idrico e degli altri servizi fino ad
arrivare al collasso totale dei sistemi di rifornimento. Quando questo accade,
gli utenti sono obbligati a ricorrere alle tradizionali fonti d’acqua che
spesso risultano contaminate. Altri problemi comuni,
in questi paesi, sono la bassa pressione nella rete di distribuzione idrica e
l’inadeguato sistema di raccoglimento e allontanamento delle acque reflue che
spesso è anche danneggiato e favorisce la contaminazione delle acque che già
sono state trattate e disinfettate. Un altro grande problema,
riscontrato in alcune grande città dei paesi in via di sviluppo, è la perdita di circa il 50%
dell’approvvigionamento idrico. Come già detto, molta di quest’acqua
si perde per le fatiscenti condizioni dei sistemi di distribuzione, ma anche
per errori nei processi di estrazione, pompaggio e
trattamento. Chi paga le conseguenze di queste inefficienze
sono soprattutto le popolazioni residenti nelle zone più povere, distanti
dall’area urbana. Dovrebbero essere intraprese misure per favorire
l’organizzazione e l’implementazione di strutture adeguate, così da estendere
la copertura idrica anche alle zone più depresse; questo porterebbe ad un
considerevole miglioramento dello stato di salute. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) denuncia che
1000 milioni di persone non hanno un adeguato approvvigionamento di acque sicure e circa 3000 milioni mancano di servizi. In Africa il 64% della popolazione che vive nelle zone
urbane usufruisce di un “adeguato” approvvigionamento idrico, ma la percentuale
scende al 37% nelle zone rurali. Stesso andamento, ma con valori inferiori, si verifica per le condizioni ambientali: nelle aree urbane
il 55% della popolazione vive in un ambiente “salubre” e nelle aree rurali solo
il 24% (Tab. 1). In Asia, sebbene
l’approvvigionamento di acque sicure è dell’84% in
città e del 78% nelle zone depresse, solo il 15% della popolazione rurale vive
in condizioni igieniche accettabili (Tab.2). In America
latina per quanto le percentuali di copertura siano superiori sia per le zone
urbane che rurali, la situazione non è ancora sostenibile (Tab.3). Tab. 1: Approvvigionamento idrico e
salubrità ambientale in Africa (1994) (Popolazione in milioni)
Tab. 2: Approvvigionamento idrico e
salubrità ambientale in Asia (1994) (Popolazione in milioni)
Tab. 3: Approvvigionamento idrico e
salubrità ambientale in Sud America (1994) (Popolazione in milioni)
La sostenibilità e l’ottimizzazione
dell’approvvigionamento idrico e della salubrità ambientale, rappresentano
grandi problemi per i quali sono necessarie nuove strategie, nuove tecnologie e
soprattutto nuove soluzioni finanziarie ed istituzionali. L’OMS, nel meeting di OSLO del 1991, ha organizzato un gruppo di lavoro,
riconosciuto dal Water Supply and Sanitation
Council, che ha come obiettivo principale la
promozione di collaborazioni tra agenzie esterne e paesi in via di sviluppo per
favorire l’implementazione dei sistemi sanitari e di approvvigionamento idrico
in un ottica di sviluppo sociale ed economico. Gianfranco Tarsitani
e Annalisa Trama Istituto di Igiene
- Università di Roma "La Sapienza" | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||