I Raeliani, la bioetica positivista e la clonazione

 

Il movimento raeliano era sostanzialmente sconosciuto ai più, finché - nel dicembre del 2002 - la ditta Clonaid ha dato l’annuncio della nascita della prima bambina clonata (enfaticamente chiamata Eva) e dell’imminente nascita di altri bambini, sempre clonati. Il momento, dal punto di vista mass-mediatico, era favorevole e la “pubblicità” non è mancata, nonostante siano mancate quelle prove che la suddetta azienda si è sempre rifiutata di fornire. In ogni caso il fatto ha suscitato un acceso dibattito che ha finito per fornire una smisurata pubblicità a questa piccola setta che si può dire in tal modo avere certamente raggiunto il proprio scopo.            

Il nostro obiettivo, invece, è quello di proporre una riflessione pacata che aiuti a comprendere le “ragioni” di questo movimento, sia sull’impostazione bioetica in generale sia sulla specifica questione della clonazione. Vedremo che - al di là del contesto ideale complessivo piuttosto bizzarro - ci sono significativi punti di contatto con quella bioetica di impostazione utilitarista e positivista che di fatto presidia la cultura dominante.

 

 

Il movimento Raeliano: di chi stiamo parlando?

 

Chi si occupa di Nuovi Movimenti Religiosi[1][1]o Movimenti Religiosi Alternativi - che con termine più tradizionale e più chiaro possiamo chiamare sette - conosce il movimento raeliano fin dagli anni ’70, quando un giornalista sportivo francese di nome Claude Vorilhon pubblica un testo[2][2]in cui dichiara di avere incontrato un extraterrestre che gli avrebbe rivelato la “verità” sulle origini della vita sulla terra. Il 13 dicembre 1973 - stando al racconto dello stesso Vorilhon - nel cratere del Puy de Lassolas, una delle formazioni vulcaniche che dominano Clermont-Ferrand, egli avrebbe sperimentato una sorta di “incontro ravvicinato del terzo tipo”  con un extraterrestre, alto circa 120 cm., che portatolo a bordo di un UFO gli avrebbe rivelato la “verità” sull'Antico e sul Nuovo Testamento, affidandogli contestualmente la missione di preparare il “ritorno” di questi extraterrestri sulla terra. Lo stesso nome di Vorilhon sarebbe stato mutato in “Rael” (“il messaggero”), attribuendogli il ruolo di “Guida delle guide”. L’incontro è narrato con toni che fanno pensare alla sceneggiatura di un film di fantascienza:

 

“All’improvviso intravedo nel nebbione una luce rossa che lampeggia, poi una specie di elicottero che scende verso di me. Ma un elicottero fa rumore, mentre io non sentivo assolutamente niente, neppure il minimo stridio. Un dirigibile? Ora l’ordigno si trovava a una ventina di metri sopra di me e mi accorsi che era piatto: un disco volante! Ci credevo fermamente da molto tempo, ma non immaginavo proprio di vederne uno un giorno. Aveva circa sette metri di diametro, era piatto al di sotto e conico al di sopra, alto pressappoco due metri e mezzo. Alla base lampeggiava una violenta luce rossa e sulla sommità una luce bianca intermittente che faceva pensare al flash di una macchina fotografica. Questa luce bianca era così intensa che non potevo guardarla senza strizzare gli occhi. L’ordigno continuò a scendere in silenzio e si immobilizzò a due metri dal suolo. Rimasi pietrificato, nell’incapacità di muovermi. Non avevo paura, anzi ero pieno di gioia nel vivere un momento simile. Rimpiangevo amaramente di non avere una macchina fotografica. Quando, all’improvviso, l’incredibile avvenne: sotto l’apparecchio si aprì una botola e una specie di scaletta si spiegò fino al suolo. Capii che ne sarebbe sceso un essere e mi chiedevo che aspetto avrebbe avuto. Apparvero due piedi, poi due gambe, al che fui un po’ rassicurato poiché, apparentemente, avrei avuto a che fare con un uomo. Ciò che a prima vista avevo preso per un bambino, apparve infine completamente: scese la scaletta e puntò diritto su di me. Fu solo allora che mi resi conto che non era un bambino, nonostante il suo metro e venti di altezza. aveva gli occhi leggermente a mandorla, i capelli neri, lunghi, e una piccola barba nera”[3][3].

 

In un secondo tempo Vorhilon afferma di essere stato addirittura condotto sul pianeta di origine di questi extraterrestri, di cui ci offre una fantasiosa descrizione, per tacere delle “avventure galanti” che gli sarebbero state generosamente offerte:

 

“Potei scoprire un paesaggio meraviglioso, paradisiaco, e nessun aggettivo potrebbe descrivere l’incanto procurato dalla visione di fiori immensi, tutti di meravigliosa bellezza, tra i quali si  movevano animali inimmaginabili, uccelli dalle piume multicolori, scoiattoli rosa e blu dalla testa di orsacchiotto che si arrampicavano tra i rami degli alberi, i quali avevano dei frutti enormi e nello stesso tempo dei fiori giganteschi. Ad una trentina di metri dal veicolo, un piccolo gruppo di Elohim ci aspettava, e potei vedere dietro gli alberi un insieme di costruzioni che armonizzavano perfettamente con la vegetazione e somigliavano a delle conchiglie dai vivi colori. La temperatura era molto mite, e l’aria profumata da mille odori di fiori esotici”[4][4].

 

Il movimento fondato nel 1974 prende il nome di MADECH ("Movimento per l'accoglienza degli Elohim cratori dell'umanità"), modificato nel 1976 in “Movimento Raeliano” e nel 1998 in “Religione Raeliana”, oggi si parla di “Rivoluzione Raeliana”, con un motto molto indicativo: “Rivoluziona te stesso per rivoluzionare l’umanità”[5][5]. Negli anni ‘90 è stato creato un ordine religioso riservato alle donne, l'Ordine degli Angeli di Rael, con lo scopo di prendersi cura di lui, degli altri trentanove profeti e degli Elohim quando torneranno sulla Terra, e di diffondere il messaggio raeliano fra le donne che non fanno parte del movimento. Il ritorno degli Elohim è previsto entro il 2035. I raeliani progettano la costruzione di un'ambasciata per accoglierli (forse non in Israele, luogo originariamente previsto dove però le difficoltà sembrano insormontabili), ma ad ogni buon conto hanno già avviato un’insistente raccolta di fondi in cui tutti gli adepti sono coinvolti e che vengono amministrati dallo stesso Rael. Nel 1997 viene fondata, dallo stesso Vorhilon con l’appoggio di un gruppo di investitori aventi base nelle Bahamas, la società “Clonaid” per dare il via a ricerche sulla clonazione umana. Il primo laboratorio attrezzato allo scopo sarebbe stato approntato a partire dal 2001.

 

 

 

L’impianto dottrinale complessivo

 

Il movimento raeliano si può collocare tra quelli che rientrano nell’ambito dell’area gnostico-esoterica e, più precisamente si tratta di una setta ufologica[6][6] con propensione ad una sensibilità New Age. Come tutti i movimenti di area gnostico-esoterica i raeliani propongono una sorta di “dottrina superiore” alla luce della quale rileggere tutte le religioni e tutte le rivelazioni e di cui essa svelerebbe il nucleo segreto che rimane nascosto ai profani. Tale nucleo è molto semplice: tutte le religioni non sarebbero altro che l’effetto di rivelazioni incipienti che popoli progrediti di origine extraterrestre (gli Elohim[7][7]) avrebbero - nel corso dei secoli - fatto ai primitivi abitanti della terra, per svelare se stessi in modo non troppo esplicito. Curioso e inquietante il tono “ludico” con cui viene affrontato un tema così delicato:

 

“Più un popolo è primitivo, più vi fioriscono le religioni deiste. Questo stato di cose, d’altronde, è mantenuto dai visitatori venuti da altri pianeti, che non hanno che questo mezzo per visitare tranquillamente dei mondi i cui abitanti non hanno ancora dominato la loro aggressività. Se voi arriverete prossimamente a questo stadio di visitatori evoluti di mondi primitivi, sarete costretti anche voi ad utilizzare questo sistema, del resto molto divertente, che consiste nel farsi passare per dèi ai loro occhi. Questo, d’altra parte, è estremamente facile, poiché per i primitivi tutto ciò che viene dal cielo non può essere che divino. Talvolta è magari necessario esagerare un po’ allo scopo di essere rispettati e ricevuti benevolmente, ciò che non guasta. Tuttavia, noi continuiamo a fare delle “apparizioni” sulla Terra per vedere se ciò fa sempre presa e quali sono le reazioni dei pubblici poteri, dei governi e della stampa; e ciò spesso ci diverte molto!”[8][8].

 

Tutta la Bibbia viene riletta in questa chiave, identificando i personaggi biblici rilevanti (Jahvè incluso) con altrettanti individui extraterrestri e rileggendo in chiave scientista - con un approccio a dir poco banalizzante - tutti gli eventi prodigiosi che il testo biblico presenta:

 

“La manna non era che un alimento chimico di sintesi, polverizzato sulla superficie del suolo, e che la rugiada del mattino faceva gonfiare. Quanto al bastone di Mosè, che gli permise ‘di far sgorgare l’acqua’ (Esodo, XVII-6), non era che un rivelatore di giacimenti acquatici sotterranei, simile a quello che usate adesso per trovare del petrolio, per esempio. Una volta localizzata l’acqua, basta scavare”[9][9].

 

Lo stesso Gesù sarebbe una sorta di profeta sui generis, frutto di una fecondazione artificiale di Maria con un Elohim, particolarmente dotato di facoltà telepatiche per mantenere un contatto costante con suoi “padri celesti” (gli extraterrestri).

 

“Il Cristo doveva spargere la verità degli scritti Biblici nel mondo intero, perché servissero come prove quando l’èra della scienza avrebbe spiegato tutto agli uomini, all’umanità intera. Allora i creatori decidono di far nascere un bambino concepito da una donna e da uno di loro, perché questo bambino avesse, per eredità, certe facoltà telepatiche che mancano agli uomini. (…) Quando divenne adulto, Gesù fu portato via dai creatori per svelargli chi era,  per presentargli suo Padre, per svelargli la sua missione e per iniziarlo a diverse tecniche scientifiche”[10][10].

 

Non mancano gli accenti escatologici che rivelano una chiara sensibilità New Age, facendo coincidere l’inizio della nuova era di cui parlano i figli dell’Acquario con la nuova era inaugurata nel 1946 dalla nascita dell’ultimo Messia (Vorhilon).

 

“I tempi della fine del mondo sono giunti. Non della fine del mondo in una catastrofe che distruggerà la Terra, ma della fine del mondo della Chiesa, che ha computo la sua opera più o meno bene, ma che l’ha compiuta. Opera di volgarizzazione che permette ai creatori di essere riconosciuti quando verranno. Come avrete notato, la Chiesa cristiana sta morendo. È la fine di questo mondo, poiché ha computo la sua missione con un certo numero di errori, volendo deificare i creatori troppo a lungo. Ciò andava bene fino alla civiltà scientifica, in cui avrebbe dovuto essere dato un colpo di grazia se la verità, quella vera, fosse stata conservata e se avessero saputo leggere tra le righe. Ma hanno fatto troppi errori. (…) Siete arrivati all’età dell’oro. Voi, gli uomini della Terra, volate nei cieli, con le onde radiofoniche trasmettete la vostra voce ai quattro angoli della Terra, i tempi sono giunti perché la verità vi sia rivelata. Com’era scritto, tutto accade ora che la Terra è entrata sotto il segno dell’Acquario. Certi uomini l’hanno già scritto, ma non sono stati creduti. Tutto è previsto da ventiduemila anni fa, quando i creatori decisero di operare sulla Terra, poiché il movimento della galassia suppone questa conoscenza. I Pesci furono il Cristo ed i suoi pescatori; l’Acquario che segue è cominciato dal 1946. Epoca in cui il popolo d’Israele ritrovo il suo paese”[11][11].

 

Ma, potremmo a questo punto chiederci, in che cosa consiste il mirabolante messaggio, la “verità nascosta” che dovrebbe soppiantare tutte le fedi e le religioni del mondo, inaugurando una nuova era di prosperità e di pace? Il cuore del messaggio raeliano si può riassumere in poche battute: non esiste Dio, non esiste l’anima, non esiste nessuna forma di immortalità spirituale; gli uomini sono frutto di esperimenti biotecnologici di una razza extraterrestre più progredita ed hanno come unico compito quello di progredire a loro volta per procurarsi gli strumenti tecnologici necessari al fine di costruire un paradiso in terra. In tanto fanno bene a restare sereni e godersi la vita !

 

 

Una prospettiva scientista spinta fino alle estreme conseguenze

 

Un interessante paradosso nell’analisi del movimento raeliano è dato dal confluire di due ispirazioni ideali tra loro apparentemente distanti: da un lato abbiamo visto l’approccio fantasioso e fantascientifico con cui viene allegramente riletta tutta la storia dell’umanità in una prospettiva a dir poco bizzarra, dall’altro lato si nota una fiducia nella scienza degna della tradizione positivista più radicale. Vedremo come la distanza tra i due approcci non sia - a determinate condizioni - così profondamente incolmabile.

Il fine della vita umana è quello di realizzare il massimo grado possibile di progresso scientifico. Alla scienza viene attribuito un potere “salvifico” rispetto alle principali attese e alle più profonde paure degli uomini. In primo luogo spetta alla scienza il compito di realizzare il paradiso in terra:

 

“Voi potreste vivere molto presto in un vero paradiso terrestre, se la tecnologia di cui disponete attualmente fosse messa al servizio del benessere della gente, invece che al servizio della violenza, degli eserciti, o del profitto personale di alcuni. La scienza e la tecnica possono liberare totalmente gli uomini non solo dalla preoccupazione della fame nel mondo, ma permettendo loro di vivere ugualmente senza l’obbligo di lavorare. Le macchine possono benissimo da sole provvedere alle necessità quotidiane, grazie all’automazione”[12][12].

 

Sul pianeta degli Elohim vi sarebbero addirittura - parola di Rael - androidi biologici creati dall’uomo, biologicamente identici, ma senza intelligenza né sentimenti: una razza inferiore creata appositamente mediante ingegneria genetica, i cui individui sono prodotti in serie da un’apposita macchina. Il loro unico scopo sarebbe quello di compiacere in ogni loro desiderio (nessuno escluso):

 

“Gli eterni terrestri ed Elohim che vivono qui possono realizzarsi come lo desiderano, senza aver altro da fare che ciò che loro piace: ricerca scientifica, meditazione, musica, piuttura, ecc… o assolutamente niente. I servitori che hai visto portare i piatti poco fa, così come le danzatrici, non sono che dei robot biologici. Sono infatti costruiti secondo lo stesso principio che noi abbiamo usato per creare gli uomini della Terra, in una maniera al cento per cento scientifica, ma essi sono volontariamente limitati e assolutamente sottomessi a noi. Del resto, sono incapaci di agire senza che si dia loro l’ordine e sono molto specializzati. Essi non hanno nessuna aspirazione propria e nessun desiderio, salvo alcuni, la cui specializzazione lo esige. Invecchiano e muoiono come noi, ma la macchina che li fabbrica può produrne molti di più di quelli di cui abbiamo bisogno. Del resto, sono incapaci di soffrire, di avere sentimenti, e non possono riprodursi da soli. (…) gli uomini che desiderano avere una o più compagne al di fuori dei rapporti di uguaglianza che esistono tra uomini e donne eterni, o che non vogliono vivere con una donna su un piano di uguaglianza, possono avere una o più donne ‘robot biologici’, assolutamente sottomesse e alle quali la macchina dà esattamente il fisico che si desidera. Lo stesso vale per  le donne, che possono avere uno o più uomini ‘robot biologici’, assolutamente sottomessi”[13][13].

 

Ritroviamo qui, enfatizzato all’ennesima potenza, il mito scientista dell’uomo-macchina, per cui gli esseri umani non sarebbero altro che macchine biologiche più o meno perfezionate. È solo l’immaginazione fervida di Vorhilon che proietta questo mito in un ambiente mentale da film di fantascienza, ma le conseguenze che egli ne trae, soprattutto sul piano etico, sono esattamente dello stesso tenore di quelle che traggono i positivisti incalliti che prescindono dall’ambientazione fantascientifica. Infatti un uomo-macchina non ha particolari limitazioni di tipo etico (purché il “meccanismo complessivo” funzioni), di qui la dottrina del libero amore, che caratterizza il movimento raeliano e che si ricollega da un lato al clima culturale della “rivoluzione sessuale” degli anni ’70 di cui Vorhilon è pienamente figlio, ma dall’altro all’idea scientista e postivista che una “macchina” non ha una “natura” che deve essere rispettata, ma solo dei “dinamismi” che devono funzionare:

 

“Questo [il sesso] non serve soltanto a soddisfare dei bisogni naturali o ad assicurare la riproduzione, ma ugualmente a dare del piacere agli altri e a se stessi. Siamo infine usciti, grazie alla scienza, dai tempi in cui mostrare il proprio corpo era unpeccato’, e quando ogni accoppiamento portava in sé la sua punizione: il concepimento di un bambino. Ora, grazie alle tecniche anticoncezionali, l’unione sessuale è liberamente possibile, senza che ciò divenga un impegno definitivo o possa esserlo. (..) Ciascuno dei nostri organi è stato creato dai nostri padri, gli Elohim, perché noi ce ne serviamo senza avere la minima vergogna, ma essendo felici di far funzionare ciò che è stato fatto per funzionare. E se il fatto di far funzionare uno di questi organi porta del piacere, è perché i nostri creatori hanno voluto che avessimo del piacere servendocene. Ogni uomo è un giardino che non deve restare incolto. Una vita senza piacere è un giardino incolto. Il piacere è il concime che fa schiudere la mente”[14][14].

 

Naturalmente tutti i supporti scientifici per raggiungere i propri scopi possono e devono essere usati, di qui la facile soluzione raeliana di tanti dilemmi bioetici, dalla fecondazione artificiale, alla contraccezione, all’aborto:

 

“Per raggiungere la tua realizzazione, utilizza i mezzi che la scienza mette a tua disposizione, per permetterti di aprire il tuo corpo ai piaceri senza rischi. Il piacere e la procreazione sono due cose distinte, che non bisogna confondere. (…) Se per disgrazia hai concepito un essere senza desiderarlo, utilizza i mezzi che la scienza mette a tua disposizione: utilizza l’aborto. Poiché un essere che non è stato desiderato al momento della concezione non potrà sbocciare, perché non è stato creato nell’armonia. Non ascoltare coloro che provano a farti paura parlandoti delle conseguenze fisiche e soprattutto morali che un aborto può lasciare. Non ce ne sono, se tu fai fare questo da persone competenti. È piuttosto far crescere un bambino non desiderato che potrà lasciarti delle conseguenze fisiche e morali, di cui anche il bambino stesso che tu metterai al mondo soffrirà”[15][15].

 

 

Il ruolo della clonazione nell’immaginario raeliano

 

Avendo analizzato l’impianto dottrinale complessivo dei raeliani ci è più facile intendere il ruolo che in esso gioca il discorso della clonazione. In primo luogo la clonazione, in quanto pratica bio-tecnologica, rientra all’interno della generale esaltazione della scienza e delle sue conquiste: l’idea che la ricerca e la sperimentazione non si debbano fermare è - dal punto di vista raeliano - un “dogma” indiscusso. In secondo luogo la clonazione ha un valore speciale perché si collega al “mito d’origine” dello stesso genere umano: gli uomini sarebbero stati prodotti, molti secoli fa, mediante clonazione da parte di una stirpe extraterrestre più evoluta; in tal senso il fatto che il genere umano - dopo molto tempo - sia divenuto capace di realizzare a sua volta la clonazione viene presentato dai raeliani come una “prova” a supporto della fantasiosa dottrina del loro fondatore, quasi a dire che se è vero che gli uomini oggi sono in grado di clonare sarebbe altrettanto vero che un tempo ebbero origine per clonazione.

 

“Se dessimo uno sguardo agli ultimi 50 anni di progresso scientifico, in particolar modo nel campo della genetica, apparirebbe chiaro che presto creeremo noi stessi la vita nei nostri laboratori. Verremo certamente scambiati per Dei dalla vita intelligente che creeremo. Se noi stiamo per creare la vita su un altro pianeta, allora non potrebbe darsi che anche l'umanità sia nata in questo modo - creata da un'altra razza di un altro sistema solare”[16][16].

 

In terzo luogo - ed è quello che qui ci preme sottolineare - la clonazione viene proposta come via per l’immortalità, non solo del patrimonio genetico, ma anche dell’identità individuale di ciascuno. 

 

“Il nostro corpo vive, in media, dieci volte più del vostro, come i primi uomini della Bibbia. Ma il nostro spirito, cioè il nostro vero personaggio, può essere immortale veramente. Le ho spiegato che si può ricreare l’essere tutto intero, con della materia vivente nuova, partendo da una cellula qualunque di un corpo: quando siamo nel pieno potere delle nostre facoltà, e il cervello è al massimo del suo potenziale e delle sue conoscenze, ci facciamo  prelevare chirurgicamente una parte minuscola del corpo, che viene conservata. Quando moriamo veramente, partendo da una cellula presa dal pezzettino prelevato precedentemente, ricreiamo completamente il corpo così com’era in quel momento. Dico bene così com’era in quel momento, cioè con tutte le sue conoscenze scientifiche e la sua personalità di allora. Ma il corpo è costituito di elementi nuovi, che hanno davanti a loro mille vostri anni da vivere. E così di seguito, eternamente. Però per limitare l’accrescimento della popolazione, solo i geni hanno diritto a quest’eternità”[17][17].

 

In altri termini - ed è questo l’esito estremo dello scientismo raeliano - non solo si afferma che la scienza sarà certamente in grado di risolvere, un giorno, tutti i problemi dell’umanità, compresi quelli della fatica, della sofferenza, della morte, ma si vuole anche far intuire come ciò potrebbe avvenire. Per quanto riguarda la morte si propone una versione fantascientifica della clonazione che - oltre a riprodurre un individuo geneticamente uguale a quello di origine - avrebbe anche il potere di riprodurne i ricordi, i sentimenti, la personalità: insomma tutto ciò che una persona ha faticosamente costruito in un tratto più o meno lungo della sua vita.

 

Se pensiamo al ruolo della clonazione nell’immaginario raeliano non facciamo fatica a capire per quali motivi non appena si è iniziato a parlare di questa bio-tecnologia essi hanno cercato di “presidiare”, almeno a livello di immagine pubblica, questo spazio. Non è un caso che la ditta Clonaid sia stata fondata dallo stesso Rael nel 1997 (anno della clonazione della pecora Dolly) e che l’annuncio della prima bambina clonata sia stato dato in modo da “bruciare sul tempo”[18][18] altri laboratori che in altre parti del mondo si stavano probabilmente avvicinando (in sordina) allo stesso risultato. Si fa più fatica a capire come mai tale annuncio sia stato preso tanto seriamente, se lo collochiamo nel contesto piuttosto fantasioso e bizzarro dell’intera ideologia raeliana: chi conosceva questo movimento non ha mai pensato nemmeno per un minuto che le loro affermazioni sulla clonazione potessero essere prese sul serio, così come non aveva preso sul serio il racconto dell’incontro con l’extraterrestre alto 120 cm., il viaggio interplanetario sul pianeta degli Elohim, la “macchina” per produrre androidi biologici, ecc.

Peccato che in questo strano mondo in cui viviamo ci si sia semplicemente preoccupati di chiedere le “prove scientifiche” delle affermazioni dei raeliani, senza prendersi la briga di porsi qualche domanda sull’attendibilità di coloro che stavano facendo i loro “sensazionali” annunci.

Un po’ di scientismo in meno e di buon senso in più potrebbero aiutare questa nostra umanità a camminare in modo meno insicuro verso un futuro che tutti ci auguriamo migliore e più saggio.

 

Prof. Andrea Porcarelli – Docente di Pedagogia generale e sociale all'Università di Padova, Presidente del Centro di Iniziativa Culturale (Bologna), Direttore scientifico del Portale di Bioetica



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1]  Il dibattito sull’uso del termine setta (che sottintende un giudizio negativo) è piuttosto acceso, tanto che i sociologi preferiscono senz’altro la dicitura Nuovi Movimenti Religiosi (NMR), chi scrive ha in diverse occasioni suggerito l’uso dell’espressione Movimenti Religiosi Alternativi (MRA), ma non ritiene che il termine setta sia da mettere all’indice. Alcune considerazioni in tal senso ed informazioni più generali sul fenomeno si possono trovare nel nostro volume: Nuove religioni del continente americano, Queriniana, Brescia 2002.

 [2]  Claude Vorilhonrael”, Il libro che dice la verità. Il messaggio degli  extraterrestri  (ed. orig., Le livre qui dit la vérité, Edition du Message, 1974), tr. it. di G. Lorusso, Mediterranee, Roma 1982.

 [3]  Claude Vorilhonrael”, Il libro che dice la verità…, cit., pp. 12-13.

 [4]  Claude Vorilhonrael”, Gli extraterrestri mi hanno portato sul loro pianeta. Il secondo messaggio che essi mi hanno dato (ed. orig., Les extra-terrestres m’ont emmené sur leur planète, Edition du Message, 1975), tr. it. di V. Mancini, Mediterranee, Roma 1985, p. 53.

 [5]  Cfr. il sito ufficiale del movimento: www.rael.org .

 [6]  Tale denominazione dipende dal fatto che il suo fondatore (e di conseguenza gli adepti) dichiara di fondare i propri convincimenti su una “nuova rivelazione” di provenienza extraterrestre.

 [7]  Il termine ebraico riferito al Signore, nell’Antico Testamento, viene tradotto “al plurale” e riferito ai “creatori extraterrestri” della vita sulla terra.

 [8]  Claude Vorilhonrael”, Gli extraterrestri mi hanno portato sul loro pianeta…, cit., p. 46.

 [9]  Ibidem, p. 37.

 [10]  Ibidem, pp. 69-70.

 [11]  Claude Vorilhonrael”, Il libro che dice la verità…, cit., pp. 82-83.

 [12]  Claude Vorilhonrael”, Gli extraterrestri mi hanno portato sul loro pianeta…, cit., p. 50.

 [13]  Ibidem, pp. 55-56.

 [14]  Ibidem, p. 81.

 [15]  Ibidem, p. 84.

 [16]  Dal sito del Movimento raeliano: www.rael.org .

 [17]  Claude Vorilhonrael”, Il libro che dice la verità…, cit., p. 114.

 [18]  Si pensi che il laboratorio della Clonaid esiste di fatto dal 2001, il che significa che in meno di un anno questa giovane azienda avrebbe accumulato le competenze e l’esperienza necessarie per realizzare una clonazione umana, per giunta risolvendo in radice - a sentir loro - tutti i problemi di salute e di integrità degli individui “prodotti” che ancora sussistono nella clonazione animale !