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Gemelli siamesi: decidano i medici e i genitori I ricorrenti casi di gemelli
siamesi che vengono sottoposti a interventi per
tentarne la separazione hanno sollevato interrogativi bioetici
circa l’opportunità di simili operazioni. Spesso il problema viene
affidato al giudizio di singoli comitati ospedalieri. Ma penso che il Comitato etico di
un singolo ospedale non dovrebbe assolutamente interferire sui particolari casi
relativi a gemelli siamesi. Non spetta a questo organismo decidere se operare o meno questi
particolari pazienti. La decisione, che può essere anche drammatica, spetta ai
medici, i quali hanno una loro coscienza etica e non possono diventare ostaggio
di decisioni esterne. Ovviamente i chirurghi in ogni caso devono scegliere la
strada da perseguire con il consenso dei genitori. Nel caso di Palermo, verificatosi
nel 2000, il Comitato etico dell’ospedale coinvolto diede parere favorevole pur
sapendo che una bambina sarebbe sacrificata per
tentare di salvare l'altra. Poi le piccole, nate in Perù,
sono morte entrambe. Ritengo che in ogni caso la decisione spetta ai medici e
ai genitori. La bioetica si deve occupare di elaborare gli orientamenti:
informare i cittadini su ciò che è bene e su ciò che è male. Poi sta a loro
scegliere con consapevolezza la strada da intraprendere. Non vogliamo cittadini
influenzabili, ma informati e coscienti di quello che fanno. Il più importante orientamento che la gente dovrebbe assumere è quello di salvaguardare i
valori umani, i diritti umani. A mio avviso è sbagliato porre
limiti e paletti alla libertà della ricerca. La scienza stessa ha stabilito
quali sono le regole per arrivare alla conoscenza senza violare i diritti
fondamentali: niente esperimenti su esseri umani indifesi e senza consenso. Giovanni
Berlinguer Presidente
emerito del Comitato nazionale per la bioetica |