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Testamento di vita – Presentazione
Da molti anni, dapprima negli Stati Uniti e poi anche in Europa, nel dibattito bioetica hanno fatto la loro comparsa i cosiddetti “testamenti di vita”, cioè quei documenti redatti dal paziente, spesso sulla base di formulari prestabiliti, con lo scopo di indicare ai medici quali condotte tenere in situazioni di grave compromissione della salute, qualora il paziente stesso non sia più in grado di esprimere la sua volontà. Si tratta di un tema molto controverso, nel quale si registrano sia posizioni totalmente favorevoli, sia giudizi critici che ritengono il testamento di vita inefficacie o comunque non eticamente accettabile. Nell'ambito delle direttive di salute che un soggetto sottoscrive sono comparsi vari termini che descrivono situazioni differenti. Scorrendo la letteratura bioetica anglosassone si possono trovare: Advance Directive, Living Will, Durable Power of Attorney for Health Care (DPA) e Do-Not-Resuscitate Orders. Advance Directive dice al medico che tipo di cura si vorrebbe avere qualora non si fosse in grado di prendere decisioni in merito alla propria salute. Il Living Will o testamento di vita e' un tipo di advance directive ed e' una dichiarazione fatta da una persona nel pieno possesso delle proprie facolta' mentali nella quale si specificano le condizioni entro le quali essa dovra' essere trattata nel caso si trovasse affetto da una malattia in stato terminale. A durable power of attorney (DPA) for health care e' come un testamento di vita. Esso si attiva ogni volta che si e' inabile a prendere una decisione per la propria salute o si e' in stato di incoscienza. Il 18 dicembre 2003 il Comitato Nazionale per la Bioetica ha reso noti i risultati di un lungo lavoro che ha prodotto un documento favorevole alla introduzione nel nostro Paese del Testamento di vita. Il testo sembra aver raggiunto un punto di equilibrio fra coloro che sono favorevoli all’eutanasia (e quindi vedono nel living will un passo in avanti in tale direzione) e i contrari alla “dolce morte”, che temono l’uso del testamento di vita per accorciare intenzionalmente la vita dei pazienti. Offriamo in questo Tema caldo alcune riflessioni che potranno aiutare a mettere a fuoco la delicata questione, che presenta ancora aspetti meritevoli di approfondimento.
DOCUMENTI PRESENTI NEL PORTALE
- Bompiani (“Le direttive anticipate e la tentazione dell’eutanasia: i pareri del CNB” in “Bioetica clinica”) - Conferencia Episcopal Española (“Testamento Vital” in “Bioetica clinica”) - Mori (“Il testamento di vita come scelta di libertà” in “Bioetica clinica”) - Palmaro (“Il testamento di vita: uno strumento inutile” in “Bioetica clinica”) - Sesta (“Il vero nodo del dibattito sul testamento biologico” in “Bioetica clinica”) - Spagnolo (“Il bene del paziente e i limiti dei testamenti di vita” in “Bioetica clinica”) - Viola (“La volontà del paziente, il consenso informato e le direttive anticipate” in “Bioetica clinica”)
LINK
- http://www.abuondiritto.it/dettagli.php?ID=2736 - http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/000217.htm |