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IN COMMISSIONE Fine vita, al Senato si spacca il Pd Alla commissione Sanità del Senato maggioranza e opposizione non sono riusciti a trovare un accordo sull'articolo 1 del ddl sul testamento biologico, che è stato approvato solo con i voti del centrodestra, mentre il Pd si è spaccato. Lo ha detto il relatore del provvedimento, Raffaele Calabrò del Pdl.Al momento della votazione in commissione, sei senatori del Partito democratico hanno votato no e altri tre, tra cui la capogruppo Dorina Bianchi, si sono astenuti, in un voto che ha mostrato ancora una volta come sui temi etici il Pd sia diviso.Il primo articolo della controversa legge scritta dal centrodestra contiene i principi generali della nuova normativa, la quale dovrebbe disciplinare i trattamenti medici alla fine della vita di una persona -- una materia che è stata oggetto di forte polemica politica in occasione della morte di Eluana Englaro.L'articolo approvato oggi in commissione dice che la vita umana va garantita anche nella fase terminale dell'esistenza e pure nell'ipotesi che una persona non sia in grado di intendere e volere. Inoltre vieta ogni forma di eutanasia e dice che l'attività medica non può essere orientata a produrre o consentire la morte del paziente.All'articolo sono state introdotte alcune modifiche gradite dall'opposizione, come l'affermazione del diritto del paziente a dare un "consenso informato" sui trattamenti medici a cui sottoporsi, sia pure con alcune limitazioni, e la facoltà del medico di "astenersi da trattamenti straordinari" sul paziente se la sua morte è imminente."L'emendamento sul consenso informato non è stato sufficiente a farci cambiare idea su una legge il cui impianto rimane sbagliato", ha detto Ignazio Marino del Pd. Rimane comunque la spaccatura all'interno del partito con la parte più vicina alle posizioni della Chiesa cattolica, che oggi in Senato si è astenuta al voto. Tra i tre senatori del Pd astenuti c'era la capogruppo in commissione, Dorina Bianchi. "In commissione si è lavorato insieme per migliorare il testo, ed è perciò deludente che alla fine non si sia condiviso", ha detto il relatore della maggioranza.Ancora maggiore distanza c'è tra i due schieramenti sulla norma del ddl, che sarà votata domani, secondo cui le "dichiarazioni anticipate di trattamento" del paziente, il cosiddetto testamento biologico, non possano prevedere la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione. Su questo punto c'era stato un forte scontro in occasione della morte di Eluana -- la donna vissuta per 17 anni di stato vegetativo e deceduta per il distacco del sondino dell'alimentazione, avvenuto su richiesta del padre e con il consenso della magistratura. Il centrodestra aveva cercato di opporsi a questa fine, sostenendo che si trattasse di eutanasia, e ora cerca di approvare una legge che definisca l'alimentazione e l'idratazione di persone in stato vegetativo "forme di sostegno vitale" che non possono in alcun caso essere tolte. 10 Marzo 2009 Fonte: http://www.avvenire.it/Cronaca/FINE+VITA.htm
Politica BIOETICA: COMMISSIONE SANITA' APPROVA ART. 1 BIOTESTAMENTO, PD SI DIVIDE Roma, 10 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - La commissione Sanita' del Senato ha approvato il primo articolo del testo Calabro' sul testamento biologico. L'articolo disciplina i principi del provvedimento, e accoglie la richiesta del Pd di subordinare gli atti medici al consenso informato. Ma mentre la maggioranza ha votato compatta, il Pd si e' diviso, con 6 senatori in commissione che hanno votato contro e 3 astenuti. Tra questi c'e' anche il capogruppo del Pd in commissione Dorina Bianchi, affiancata da Gustavino e Daniele Bosone. Si e' astenuto anche il senatore dell'Italia dei Valori Giuseppe Astore. (segue) (Sal/Ct/Adnkronos) 10-MAR-09 19:06
Biotestamento/ Pd chiedera' a relatore riformulazione art. 1 ddl Riunione senatori dopo vertice informale maggioranza-opposizione ARTICOLI A TEMA ## biotestamento/ pdl apre su consenso… biotestamento/ ok dalla commissione a… Roma, 10 mar. (Apcom) - I senatori del Partito democratico chiederanno al relatore del ddl sul testamento biologico una "riformulazione" dell'articolo 1. Lo spiega ai cronisti Donatella Poretti, senatrice radicale del gruppo del Pd, dopo la riunione dei componenti Pd della commissione Sanità del Senato. Questa mattina il relatore del provvedimento, Raffaele Calabrò del Pdl, nel corso della riunione del 'comitato informale' con il presidente della commissione Sanità e i capigruppo della commissione, aveva illustrato un emendamento all'articolo 1 che "è una vittoria del Pd, perché ha ribadito - commenta Poretti - che in Italia esiste il consenso informato". Tuttavia, aggiunge, "non basterebbe quella formulazione per rendere l'articolo 1 votabile dal gruppo del Pd, o ripuliscono quel testo o il Pd voterà contro". Dopo quella riunione il presidente della commissione Sanità, Antonio Tomassini (Pdl), si era detto convinto della possibilità di "trovare un accordo sull'articolo 1". Poretti spiega che la capogruppo del Pd in commissione, Dorina Bianchi, ha precisato nella riunione di gruppo "di non aver fatto nessun accordo". Alle 14.30 inizia la seduta della commissione che dovrebbe essere dedicata al voto sui subemendamenti. postato 22 ore fa da APCOM
Biotestamento, passa articolo 1 Politica Dopo una lunga giornata di difficile mediazione, la Commissione Sanità del Senato approva la riformulazione del primo punto del ddl Calabrò, accogliendo le richieste dell'opposizione che chiedeva un riferimento al consenso informato. Al voto il Pd si divide, con tre astenuti, tra cui la capogruppo Bianchi, e sei contrari, tra i quali Marino, che reputano il testo comunque illiberale nel suo complesso. Domani è la volta di idratazione e alimentazione artificiali. Alla fine arriva il voto dopo una giornata dove si sono rincorse riunioni informali e di partito, con la tela del dialogo sempre più sfilacciata, poi rintessuta, poi di nuovo logorata, poi ricucita con grande difficoltà. Il ddl sul biotestamento è una soap opera che con oggi ha scritto una nuova puntata e che anche domani si prospetta prodiga di sorprese. Alla fine quel che appare certo è il voto della Commissione Sanità del Senato in merito alla riformulazione dell'articolo 1 del ddl della maggioranza, il cosiddetto testo Calabrò, dal nome del senatore Pdl che né relatore. E la votazione né ha sancito l'approvazione da parte dell'organo di Palazzo Madama nella sua versione emendata rispetto all'originale, con l'accoglimento, nell'articolo 1 del ddl (quello relativo ai principi ispiratori della futura norma), di quanto richiesto dall'opposizione, in particolare dal Pd, ovvero il riferimento al concetto di consenso informato per i trattamenti medici da parte del paziente. Un riferimento però da molti democratici ritenuto inefficace in un testo che resta nel suo complesso inadeguato a garantire l'autodeterminazione sanitaria del cittadino. Il voto infatti ha cristallizzato questa diversa valutazione nel Pd, nonostante il comune tentativo da parte del partito, per altro con tutte le sue anime, di ridimensionare la lontananza intestina. In Commissione Sanità infatti sei senatori hanno votato contro e tre si sono astenuti, trattasi della capogruppo a Bianchi, del collega Bosone e Gustavino. Tra coloro che hano votato contro il senatore chirurgo Marino. Ovvero uno dei senatori fra i più convinti, insieme alla fronda radicale, che la riformulazione dell'articolo 1 sia da considerarsi inefficace a garantire, all'interno dell'intero ddl, la totale libertà del paziente di poter rifiutare le cure sanitarie, da cosciente ma anche in forma testamentaria. Nonostante Marino sostenga che il Pd "non si è spaccato, ma ha portato avanti la linea prevalente decisa dal partito", pronto a motivare che "è l'articolo di una legge che continuiamo a considerare contro la Costituzione, perchè lede la libertà di scelta della persona rispetto alle terapie", e nonostante la Bianchi dica che c'è solo "un diverso modo di vedere", la lontananza interna in casa democratica c'è. Non è un caso che la capogruppo parli di "un lavoro positivo" che ha portato ad un "netto miglioramento dell'articolo 1" del ddl, anche se "ci sono ancora commi da migliorare". Ma globalmente per la Bianchi si può fare, tanto che ribadisce che "non me la sono sentita di votare contro". Valutazione non condivisa da Marino, che ha sempre definito un pasticcio illiberale l'intero disegno di legge. Domani si passa allo spinosissimo articolo 5 relativo a idratazione e alimentazione artificiale, con l'opposizione che sul tema, come del resto anche il centrodestra, è tutt'altro che compatta. "Su tale punto c'è un emendamento a prima firma Finocchiaro che rappresenta l'emendamento del gruppo. Su questo punto il Pd ha sempre lasciato libertà di coscienza e ci sono opinioni diverse", ha ricordato la capogruppo democrats che non ha esitato a definire l'articolo 5 come quello "più controverso". Il riferimento è al fatto che per i cattolici si tratta di sostegni vitali da garantire sempre e irrifiutabili, mentre per la prevalenza del Pd, pur essendo considerati tali, resta riconosciuta al paziente la possibilità di esprimere la volontà di non esservi sottoposto, da cosciente e in forma testamentaria (emendamento Finocchiaro appunto). Nel Pdl la diversificazione si ripropone, anche se con una fronda critica laica numericamente meno consistente. Il tema condensa divisioni tanto che nella prima mattinata si riunirà un comitato di confronto informale (con il presidente della Commissione Tomassini della Pdl, i capigruppo e il relatore della maggioranza Calabrò) per preparare il terreno al dibattito; poi, i lavori nell'organismo. Un confronto che si preannuncia in salita, mentre i Radicali annunciano un'iniziativa ulteriore. Quella dei "web-emendamenti" da parte dei cittadini: chiunque voglia scrivere una richiesta di modifica al ddl in discussione potrà farlo su internet, all'indirizzo www.lucacoscioni. Gli emendamenti verranno poi presentati in aula. Ma.Bo., 10 marzo 2009, 22:07 Fonte: http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=11351
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