Eutanasia

Il Consiglio d'Europa boccia la 'morte dolce'

 

No all'eutanasia e al suicidio assistito, sì al testamento biologico. E' quanto ha stabilito una risoluzione del Consiglio d'Europa in cui si chiede ai governi dei 47 Stati membri di emanare leggi che permettano ai loro cittadini di esprimere la propria volontà sui trattamenti e le cure che desiderano ricevere in caso che, nel momento in cui i medici debbano prendere una decisione, non siano più in grado di farlo.

 

Nel documento arrivato in aula mancava qualsiasi riferimento all'eutanasia o al suicidio assistito, ma un certo numero di parlamentari, tra cui gli italiani Luca Volontè (Udc) e Renato Farina (Pdl) hanno insistito per avere una sorta di clausola che specificasse che la risoluzione non trattava queste due questioni e che "l'eutanasia, intesa come l'uccisione volontaria o per omissione di un essere umano dipendente per il suo supposto beneficio dovrebbe essere sempre proibita".

Nella risoluzione viene anche chiesto agli Stati che non lo hanno ancora fatto, come l'Italia, di ratificare e attuare in ogni sua parte la Convenzione sui diritti dell'uomo e sulla biomedicina, conosciuta anche come Convenzione di Oviedo. L'Assemblea stila una lista di principi e di misure concrete che gli Stati devono seguire nel regolamentare il testamento biologico, come quella di evitare moduli complicati o oneri troppo alti in modo da assicurare che tutti possano accedere al testamento biologico.

EURISPES: DA ITALIANI SI' A BIOTESTAMENTO, SPACCATI SU EUTANASIA - I temi etici continuano a dividere gli italiani: se grande favore incontra l'istituzione del testamento biologico con il 65,8% dei favorevoli, il tema dell'eutanasia spacca a meta' l'opinione pubblica: 50,1% di favorevoli e 46,6% di contrari. E' quanto si legge nel rapporto Italia 2012 dell'Eurospes. Tra le questioni etiche sollevate dalle cronache piu' recenti, il suicidio assistito riscuote il 71,6% di pareri contrari e appena il 25,3% di quelli favorevoli. Mentre nel 58% dei casi l'introduzione della pillola abortiva RU486 accoglie favori positivi (contro il 39,3% dei non favorevoli), e gli italiani si schierano, nella misura dell'82,2% in favore del divorzio breve, ovvero la possibilita' di avvalersi delle norme comunitarie ottenendo, in presenza di consensualita' e in assenza di prole, la possibilita' di porre fine al matrimonio entro un anno. Ad essere contrario e' invece il 15,8%. Quanto a caccia e vivisezione, i principali sentimenti degli italiani nei confronti degli animali sono affetto (51,3%) e rispetto (35,9%), inoltre il 42% ha in casa uno o piu' animali domestici. Nel nostro Paese, quindi, sono in molti ad amare gli animali, ma c'e' pure chi, il 12,1%, sostiene l'ammissibilita' della vivisezione. Piu' dei quattro quinti degli intervistati, l'86,3%, si schiera invece contro. Sul tema della caccia 21,4% favorevoli e 76,4% contrari. Soltanto il 3,1% dichiara di essere vegetariano, un dato in calo rispetto alla rilevazione dello scorso anno.

 

Venerdì, 27 gennaio 2012 - 10:30:00

 

Fonte: http://affaritaliani.libero.it

 

 

Farina: «Abbiamo vinto una grande battaglia: l'Europa ha detto "no" all'eutanasia»

Il Consiglio d'Europa ha varato un testo dove si afferma che «Deve essere sempre vietata l'eutanasia, nel senso di procedure attive od omissive volte a provocare intenzionalmente la morte». Intervista a Renato Farina (Pdl), uno dei parlamentari che ha contribuito a fare approvare un testo controcorrente per gli standard europei

 

«È stata una vera e propria battaglia. E abbiamo vinto. il Consiglio d'Europa ha varato un testo che esprime un netto no all'eutanasia e al suicidio assistito». Renato Farina, parlamentare del Pdl, non nasconde a tempi.it di essere molto soddisfatto perché l'assemblea del Consiglio d'Europa, che riunisce parlamentari di 47 Stati europei, 20 in più dell'Ue, compresi gli ex Stati comunisti, ha varato un testo sulle dichiarazioni anticipate di trattamento dove si afferma: «Deve essere sempre vietata l'eutanasia, nel senso di procedure attive od omissive volte a provocare intenzionalmente la morte».
Come siete riusciti a fare approvare un testo simile in ambito europeo?

La proposta di varare un testo su questi temi è nata nella Commissione affari sociali del Consiglio d'Europa. Per evitare contrapposizioni, il lavoro è stato affidato alla guida di Costa, un catalano del gruppo dei liberali. Lui ha affrontato la questione del fine vita in modo intelligente, arrivando a un testo davvero equilibrato, che si distaccava molto da chi voleva che fosse affermata la libertà di scelta fino a permettere l'eutanasia e il suicidio assistito.

Il testo infatti è molto deciso: il "no" all'eutanasia non lascia spazio a interpretazioni. Sì, perché l'abbiamo reso ancora meno ambiguo. Trovando l'appoggio del relatore e di molti paesi anche non cristiani, siamo riusciti a fissare due paletti. Primo: si chiarisce che non si avallano in alcun modo eutanasia e suicidio assistito, anzi, che bisogna opporsi a queste pratiche. Secondo: nel caso che ci sia un dubbio sulla volontà del paziente, deve sempre prevalere la salvaguardia della vita.

Si aspettava questo risultato?

Sapevo che sarebbe stato molto difficile perché di solito l'assemblea è in mano al nichilismo nordico. E a volte neanche il Partito popolare europeo svolge bene il suo lavoro. Oggi però, insieme anche a Volontè e Santini, abbiamo fatto un grande lavoro.

Erano tutti d'accordo con il testo?

No. In aula c'era una forte tensione e sono venute fuori tutte le posizioni che circolano in Europa. C'è anche chi ha negato esplicitamente il principio secondo cui la vita è un bene indisponibile. In tanti volevano che il testamento biologico diventasse l'anticamera implicita dell'eutanasia. Alla fine si è votato, e abbiamo vinto 30 a 25. Uso queste parole perché è stata una vera battaglia. E noi l'abbiamo vinta, con una convergenza molto bella di culture, partiti e religioni diverse.

Che valore ha questa risoluzione, cambia qualcosa a livello pratico?

Sì. Queste risoluzioni sono moralmente vincolanti per i Parlamenti europei ma soprattutto costituiscono la base delle decisioni della Corte europea per i diritti dell'uomo, quella che aveva sentenziato inizialmente contro l'affissione del crocifisso nelle scuole, per intenderci. Se invece avessimo legiferato per l'eutanasia, chissà quanti ricorsi sarebbero fioccati, con la Corte che avrebbe potuto costringere i tribunali nazionali a dare ragione a chi pretende che gli Stati promulghino leggi a favore di eutanasia e suicidio assistito.

Questa non sembra una notizia da poco, eppure solo Avvenire e il Foglio l'hanno riportata.

Racconto questo episodio: mi sono sforzato in tutti i modi di far pubblicare la notizia. Ho inviato il mio commento, ad esempio, all'Ansa e loro mi hanno risposto che non potevano pubblicarlo perché la loro corrispondente da Bruxelles non aveva segnalato il fatto come notizia. Non voglio in alcun modo entrare in polemica con l'Ansa, ma se non è una notizia questa...

 

twitter: @LeoneGrotti

 

Fonte: http://www.tempi.it

 

 

UE: FARINA (PDL), IMPORTANTE VOTO ANTI EUTANASIA A STRASBURGO

 

(AGENPARL) - Roma, 26 gen - "Ieri sera a Strasburgo una bella vittoria della verita e del buon senso! L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, dove sono rappresentati 47 Paesi, ha approvato una risoluzione importante sul fine vita e sul diritto del malato alla scelta delle cure. Un buon testo, che e' stato migliorato in maniera decisiva con due emendamenti firmati da Luca Volonte' e dal sottoscritto. Uno vieta in qualsiasi caso eutanasia e suicidio assistito, l'altro impone al medico di scegliere, in caso di incertezza sulla volonta' del malato, in favore della vita. Le votazioni su questi punti - tenutesi a tarda sera - hanno visto prevalere le posizioni antieutanasia per 30 voti contro 25". Lo comunica in una nota Renato Farina, deputato Pdl.

 

Fonte: http://www.agenparl.it

 

 

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