Parere sulla proposta di risoluzione sull'assistenza ai pazienti terminali
6 settembre 1991


Il Comitato nazionale per la Bioetica si è riunito il 10 giugno 1991 per esprimere "Parere" sul testo approvato dalla Commissione ambiente e sanità del Parlamento Europeo il 30 aprile 1991, pubblicato come "Documento di seduta" (edizione in lingua italiana n. A3-0109/91) nella serie degli Atti e documenti di lavoro del Parlamento Europeo, con il titolo "Relazione della Commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori" sull'assistenza "ai malati terminali" (relatore on. Léon Schwarztenberg). In questo fascicolo è pubblicato il "Parere" elaborato dal Comitato nazionale per la Bioetica su detto documento, "parere" peraltro già reso noto tempestivamente nella forma integrale. Inoltre, vengono raccolti i vari documenti che - in sede di Parlamento Europeo - riguardano più da vicino il problema del trattamento dei "pazienti terminali", succedutisi dal 1989 al 30 aprile 1991 e preparatori della "Relazione". Infine, sono allegati documenti di lavoro, presentati da alcuni Membri del Comitato nazionale per la Bioetica nella seduta del 10 giugno e riguardanti sia un esame del "Progetto di relazione" (documento del 7 febbraio 1991), che la "Relazione" approvata dalla predetta Commissione europea il 30 aprile 1991, con l'annessa "Proposta di risoluzione" (Doc. IT/RR108939). Al momento della convocazione del Comitato, furono sottoposti infatti ai Membri del Comitato i documenti preparatori.

Il Comitato nazionale per la Bioetica ha considerato l'intera materia, ma si è espresso, ovviamente, sull'ultimo documento - contenente la Proposta di risoluzione emendata (Doc. IT/RRI/108939, del 30 aprile 1991) in quanto formalmente votato dalla Commissione ambiente e sanità e suscettibile di proseguire l'iter in sede di Parlamento Europeo. Il Presidente Adriano Bompiani.

Sintesi e raccomandazioni

Il documento della Commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori del Parlamento Europeo si qualifica essenzialmente non per la parte, pur preponderante nel testo, in cui si auspica la promozione e il miglioramento dei metodi specifici per le "cure palliative", ma per il punto 8, che recita: "mancando qualsiasi terapia curativa e dopo il fallimento delle cure palliative correttamente impartite sul piano tanto psicologico quanto medico, ed ogni qualvolta un malato pienamente cosciente chieda in modo insistente e continuo che sia fatta cessare un'esistenza ormai priva per lui di qualsiasi dignità ed un collegio di medici costituito all'uopo constati l'impossibilità di dispensare nuove cure specifiche, detta richiesta deve essere soddisfatta senza che in tal modo sia pregiudicato il rispetto della vita umana".E' del tutto evidente che, attraverso questa formulazione, sia sollecitata la legalizzazione della cosiddetta "eutanasia attiva". Al proposito il Comitato nazionale per la Bioetica si riserva di dibattere in maniera più approfondita i temi emergenti dal documento, e soprattutto gli ulteriori diversi aspetti del problema della eutanasia (attiva e passiva).

Il Comitato nazionale per la Bioetica, premesso che: - l'insieme eterogeneo delle tematiche affrontate nel documento ne rende disagevole una rigorosa analisi e valutazione unitaria, cosicché appare problematica l'individuazione delle ulteriori linee operative che la Proposta sottende; - la questione più acuta sul piano etico, quella relativa alla eutanasia attiva, appare introdotta in modo frettoloso e quasi incidentale e priva di una argomentazione pertinente; - il documento appare utile laddove porta all'attenzione della Comunità Europea l'ineludibile problema del miglioramento dell'assistenza ai pazienti definiti "terminali"; - ritiene che vada condivisa ogni proposta che renda facilmente fruibile un alto standard di cure globali da prestare al malato terminale indipendentemente dalle forme in cui tale assistenza possa essere organizzata; - esprime il timore che, ove tali cure fossero confinate in strutture chiuse, esclusivamente adibite a tale fine, esse, in un contesto socio-culturale come quello odierno, potrebbero generare atteggiamenti irrazionali e condizioni di isolamento, emarginazione e rifiuto; - approva l'istanza, contenuta nel documento, di un coinvolgimento, oltre che dei familiari, anche delle associazioni di volontariato e di quanti possano portare un sostegno nell'assistenza a tali pazienti; - concorda nel sostenere la necessità di una adeguata formazione del personale sanitario, che deve essere dotato anche di attitudini e competenze per prendersi cura dei malati in fase terminale; - ritiene non adeguata e ambigua la definizione di morte suggerita dal documento nella parte in cui mostra di far riferimento alla sola morte corticale, per le ragioni addotte nel proprio Parere "Definizione e accertamento della morte nell'uomo" del 15 febbraio 1991, che identifica la morte dell'individuo con la morte cerebrale totale; - riconosce l'importanza - nell'assistenza integrale portata al malato - anche delle cure palliative, intese come quelle volte al trattamento dei sintomi, al miglioramento della qualità della vita e in particolare al lenimento del dolore in malati inguaribili. Depreca altresì ogni indebito "accanimento terapeutico", la rinuncia al quale va tenuta distinta dall'eutanasia passiva; - insiste sulla necessità di valorizzare costantemente il principio clinico della proporzionalità delle cure con il coinvolgimento, fin dove possibile, del paziente nelle decisioni che gli vengono prospettate; - non condivide la Proposta nella parte in cui afferma che il medico "deve" soddisfare la domanda del paziente, che gli chiede di porre fine alla sua vita; - auspica che in qualunque sede avvenga - ivi comprese quelle altamente qualificate del Parlamento Europeo - il dibattito sull'eutanasia si sviluppi non surrettiziamente ma in modo esplicito, nel pieno rispetto di tutte le opinioni al riguardo, ma anche con la dovuta attenzione alle problematiche morali, deontologiche e giuridiche che esso solleva e col dovuto approfondimento che una tematica così lacerante per la coscienza umana esige.

 

Comitato Nazionale di Bioetica