Bioetica e formazione nel sistema sanitario
7 settembre 1991


Il Comitato Nazionale per la Bioetica nella consapevolezza che un'adeguata formazione etica nel campo della biomedicina e della medicina clinica sia il presupposto e garanzia per un corretto esercizio professionale, nonché una base necessaria al successivo approfondimento culturale e scientifico di specifici temi di bioetica; - rilevata la crescente richiesta di informazione-formazione in tema di etica pubblica, data anche l'urgenza dei problemi etici connessi con l'applicazione sempre più vasta di nuove tecniche nell'ambito sanitario, cui corrispondono le esigenze di una effettiva comprensione dei problemi umani legati alle malattie e alla sofferenza; - recependo altresì le esplicite raccomandazioni provenienti da autorevoli organizzazioni sovranazionali e comunitarie (quali ad esempio il Consiglio d'Europa e l'O.M.S.) volte a promuovere una formazione in ambito sanitario più attenta ai bisogni della persona; - riconoscendo che si è compiuto nel nostro Paese un serio sforzo di aggiornamento del curriculum scientifico nella formazione dei vari operatori del comparto sanitario, che prevede anche un idoneo inserimento delle tematiche bioetiche; - ha ritenuto opportuno elaborare un documento di impostazione culturale generale su "bioetica e formazione".

Questo documento, elaborato sulla base di una relazione introduttiva affidata al Prof. Nordio, con contributi fondamentali dei Proff. Sgreccia e Cattorini e con le integrazioni dei Proff. Barberio Corsetti, Dalla Torre, Lecaldano e Romano, discusso nella seduta del 15.2.1991 (V Gruppo di lavoro) e nelle successive sedute plenarie del: 29.4 - 27.5 - 9.7 ed approvato il 6.9.1991, è articolato su due parti fondamentali: l'etica della formazione e la formazione alla bioetica. Si è ritenuto opportuno, in questa fase, limitarsi alla proposizione di linee generali, evitando la trattazione di aspetti particolari applicativi, sui quali il Comitato si riserva, peraltro, di offrire le proprie valutazioni e assumere idonee iniziative. Questo documento vuole soprattutto mettere in luce il coinvolgimento attivo del discente nel Processo di formazione e integrare i contenuti dell'insegnamento della deontologia medico-legale con una più ampia visione dell'etica applicata alla formazione nel settore sanitario.

 

Il Presidente Adriano Bompiani.

 

Sintesi e raccomandazioni

Il Comitato Nazionale per la Bioetica, esaminata l'importanza e la complessità del problema della formazione nel sistema sanitario, richiama l'attenzione su alcuni punti essenziali di questa tematica, che hanno anche significato di raccomandazioni.

- Il Comitato Nazionale per la Bioetica reputa suo compito prestare la massima attenzione al sistema di formazione del personale sanitario, a livello universitario e non, essenziale per inserire efficacemente la bioetica nel sistema globale delle cure della salute. - Gli obiettivi della formazione per operare in sanità devono fare riferimento a presupposti concettuali, a principi e valori, che il più possibile condivisi nel pluralismo culturale, diano contenuti etici alle scelte metodologiche. - La formazione deve essere sempre orientata sui bisogni, quelli di salute dei pazienti e quelli di autoapprendimento degli allievi, ed a questi ultimi deve offrire situazioni didattiche per maturare non solo competenze tecnico-scientifiche, ma anche sensibilità ai problemi umani della persona sofferente e responsabilità etico-sociale nell'azione di cura. - La qualità del processo formativo dipende oltre che dai contenuti dei curricula, dalla metodologia pedagogica, e questa avvertenza metodologica è condizione per una didattica valida ed eticamente corretta. - La qualità della formazione dipende dalla qualità dell'interazione che si instaura con gli allievi, e, per questo, grande rilievo spetta alla didattica tutoriale che deve riguardare tutti gli insegnanti. E' necessario sia promuovere la formazione alla bioetica sia garantire l'eticità, in termini metodologici, della formazione generale alle professioni sanitarie. - E' impegno etico assicurare una equilibrata formazione nei tre ambiti dell'insegnamento-apprendimento, del saper conoscere, del saper fare e del saper essere.

Rimane sicuramente compito irrinunciabile delle scuole di medicina e di altre professioni sanitarie avviare gli allievi su questi percorsi formativi, per stimolare attitudini e far maturare competenze per la comprensione del sapere sanitario che cresce con i progressi scientifici e tecnologici. - L'equilibrio della formazione nei tre ambiti dell'insegnamento-apprendimento impone una corretta integrazione delle scienze di base con le scienze cliniche e con le scienze dell'uomo. Vanno considerati gli arricchimenti che alla formazione possono venire oltre che dall'apprendimento della teoria e della prassi della comunicazione umana, in verità irrinunciabile, dall'epistemologia scientifica, dalla cultura filosofica, dall'insieme delle discipline che gli anglosassoni chiamano "humanities". - L'equilibrato svolgersi del processo formativo nei tre ambiti della tassonomia pedagogica sanitaria è favorito da una sensibilizzazione precoce degli allievi alla realtà del sistema globale delle cure della salute, dei servizi del sottosistema formale e della comunicazione che questo instaura con il sottosistema informale. La precocità di questa esperienza ha lo scopo di rinsaldare le motivazioni umanitarie agli studi medici e di aiutare gli allievi a sviluppare una visione globale, non specialisticamente frammentata, delle persone pazienti. - La formazione alla bioetica va considerata negli aspetti sia teorici sia applicativi, e va iniziata precocemente. - Per la formazione alla bioetica sorge il problema della creazione di un corpo docente, attraverso l'integrazione di competenze disciplinari diverse e, auspicabilmente, con la formazione di formatori con una preparazione speciale, multidisciplinare, medico-scientifica, epistemologica e filosofica, che siano garanti delle necessarie integrazioni.

Sono indiscutibili i rapporti tra bioetica, medicina-legale e deontologia, ma alla bioetica bisogna riconoscere una fondazione autonoma. - In considerazione del fatto che il problema della formazione bioetica non può essere ridotto alla sola formazione del personale medico, ma deve essere esteso anche a tutto il personale che, a vario titolo, opera nel comparto della sanità, qualora le sue funzioni incidano o possano incidere concretamente nel sistema globale delle cure della salute, risulta necessario che gli organi competenti assumano le deliberazioni più opportune al riguardo, con particolare riferimento all'istituzione di specifici insegnamenti in quei corsi, a livello universitario e non, che offrono sbocchi professionali nel sistema sanitario. - Nel contesto della formazione alla cultura della salute, deliberazioni opportune andrebbero assunte anche per una precoce formazione bioetica, già nel periodo scolastico che precede quello di preparazione alle professioni di sanità. - Nel rispetto dell'autonomia degli organi che ne hanno le competenze istituzionali per assumere deliberazioni, il Comitato Nazionale per la Bioetica mette a disposizione sin da ora le proprie competenze affinché venga elaborato in modo più dettagliato un progetto nazionale di formazione che integri i curricula e le metodologie esistenti, ne promuova i necessari aggiornamenti, garantisca un ampio raccordo con analoghi impegni a livello europeo.