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Bioetica e
formazione nel sistema sanitario
Questo documento, elaborato sulla
base di una relazione introduttiva affidata al Prof. Nordio,
con contributi fondamentali dei Proff. Sgreccia e Cattorini e con le
integrazioni dei Proff. Barberio Corsetti, Dalla Torre, Lecaldano e Romano, discusso nella seduta del 15.2.1991 (V
Gruppo di lavoro) e nelle successive sedute plenarie del: 29.4 - 27.5 - 9.7 ed
approvato il 6.9.1991, è articolato su due parti fondamentali: l'etica della
formazione e la formazione alla bioetica. Si è ritenuto opportuno, in
questa fase, limitarsi alla proposizione di linee generali, evitando la
trattazione di aspetti particolari applicativi, sui
quali il Comitato si riserva, peraltro, di offrire le proprie valutazioni e
assumere idonee iniziative. Questo documento vuole soprattutto mettere in luce
il coinvolgimento attivo del discente nel Processo di formazione e integrare i
contenuti dell'insegnamento della deontologia medico-legale
con una più ampia visione dell'etica applicata alla formazione nel settore
sanitario. Il Presidente Adriano Bompiani. Sintesi e raccomandazioni Il Comitato Nazionale per la Bioetica, esaminata
l'importanza e la complessità del problema della formazione nel sistema
sanitario, richiama l'attenzione su alcuni punti essenziali di questa tematica, che hanno anche significato di raccomandazioni. - Il Comitato Nazionale per la Bioetica reputa suo
compito prestare la massima attenzione al sistema di formazione del personale
sanitario, a livello universitario e non, essenziale per inserire efficacemente
la bioetica nel sistema globale delle cure della
salute. - Gli obiettivi della formazione per operare in sanità devono fare
riferimento a presupposti concettuali, a principi e valori, che il più
possibile condivisi nel pluralismo culturale, diano
contenuti etici alle scelte metodologiche. - La formazione deve essere sempre
orientata sui bisogni, quelli di salute dei pazienti e quelli di autoapprendimento degli
allievi, ed a questi ultimi deve offrire situazioni didattiche per maturare non
solo competenze tecnico-scientifiche, ma anche sensibilità ai problemi umani
della persona sofferente e responsabilità etico-sociale
nell'azione di cura. - La qualità del processo formativo dipende oltre che dai
contenuti dei curricula, dalla metodologia
pedagogica, e questa avvertenza metodologica è
condizione per una didattica valida ed eticamente corretta. - La qualità della
formazione dipende dalla qualità dell'interazione che si instaura
con gli allievi, e, per questo, grande rilievo spetta alla didattica tutoriale che deve riguardare tutti gli insegnanti. E'
necessario sia promuovere la formazione alla bioetica sia garantire l'eticità,
in termini metodologici, della formazione generale alle professioni sanitarie.
- E' impegno etico assicurare una equilibrata
formazione nei tre ambiti dell'insegnamento-apprendimento, del saper conoscere,
del saper fare e del saper essere. Rimane sicuramente compito irrinunciabile delle scuole
di medicina e di altre professioni sanitarie avviare
gli allievi su questi percorsi formativi, per stimolare attitudini e far
maturare competenze per la comprensione del sapere sanitario che cresce con i
progressi scientifici e tecnologici. - L'equilibrio della formazione nei tre
ambiti dell'insegnamento-apprendimento impone una corretta integrazione delle
scienze di base con le scienze cliniche e con le scienze dell'uomo. Vanno considerati gli arricchimenti che alla formazione possono
venire oltre che dall'apprendimento della teoria e della prassi della
comunicazione umana, in verità irrinunciabile, dall'epistemologia
scientifica, dalla cultura filosofica, dall'insieme delle discipline che gli
anglosassoni chiamano "humanities". -
L'equilibrato svolgersi del processo formativo nei tre ambiti della tassonomia
pedagogica sanitaria è favorito da una sensibilizzazione precoce degli allievi
alla realtà del sistema globale delle cure della
salute, dei servizi del sottosistema formale e della comunicazione che questo
instaura con il sottosistema informale. La precocità di questa
esperienza ha lo scopo di rinsaldare le motivazioni umanitarie agli
studi medici e di aiutare gli allievi a sviluppare una visione globale, non specialisticamente frammentata, delle persone pazienti. -
La formazione alla bioetica va considerata negli aspetti sia teorici sia
applicativi, e va iniziata precocemente. - Per la formazione alla bioetica
sorge il problema della creazione di un corpo docente, attraverso
l'integrazione di competenze disciplinari diverse e, auspicabilmente,
con la formazione di formatori con una preparazione speciale, multidisciplinare, medico-scientifica,
epistemologica e filosofica, che siano garanti delle
necessarie integrazioni. Sono indiscutibili i rapporti tra bioetica,
medicina-legale e deontologia, ma alla bioetica bisogna riconoscere una
fondazione autonoma. - In considerazione del fatto che il problema della
formazione bioetica non può essere ridotto alla sola formazione del personale
medico, ma deve essere esteso anche a tutto il personale che, a vario titolo,
opera nel comparto della sanità, qualora le sue funzioni incidano o possano incidere concretamente nel sistema globale delle
cure della salute, risulta necessario che gli organi competenti assumano le
deliberazioni più opportune al riguardo, con particolare riferimento
all'istituzione di specifici insegnamenti in quei corsi, a livello
universitario e non, che offrono sbocchi professionali nel sistema sanitario. -
Nel contesto della formazione alla cultura della
salute, deliberazioni opportune andrebbero assunte anche per una precoce
formazione bioetica, già nel periodo scolastico che precede quello di
preparazione alle professioni di sanità. - Nel rispetto dell'autonomia degli
organi che ne hanno le competenze istituzionali per assumere deliberazioni, il
Comitato Nazionale per la Bioetica mette a disposizione sin da ora le proprie
competenze affinché venga elaborato in modo più
dettagliato un progetto nazionale di formazione che integri i curricula e le metodologie esistenti, ne promuova i
necessari aggiornamenti, garantisca un ampio raccordo con analoghi impegni a
livello europeo. |